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mar 28, 2014 Nessun Commento ›› Emiliano

“Da molti anni i cittadini di San Ruffino e dintorni si battono per la chiusura della discarica di Rio Riazzone, che rappresenta un non più tollerabile sacrificio ambientale e viabilistico del nostro territorio”

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SCANDIANO

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO SULLA DISCARICA DI RIO RIAZZONE

giuse nuova piccolaDa molti anni i cittadini di San Ruffino e del territorio scandianese si battono per la chiusura della discarica di Rio Riazzone, posta tra i Comuni di Castellarano e Scandiano, che rappresenta un non più tollerabile sacrificio ambientale e viabilistico del nostro territorio comunale.

Più che fondate appaiono le preoccupazioni espresse ai vari livelli rispetto all’ipotesi di utilizzare scarti provenienti dai termovalorizzatori di Parma, Piacenza e Torino per ricoprire aree della discarica. Ne segue che non è neppure pensabile l’utilizzo di scarti provenienti dalla combustione dei predetti impianti per le finalità sopra espresse.

E’ del 24 Febbraio 2014 la comunicazione resa da Iren con la quale la stessa rinuncia alla copertura di aree della discarica con scarti provenienti da inceneritori.

Pertanto SI IMPEGNA il SINDACO e la GIUNTA:

a sostenere e pretendere, l’attuazione del progetto iniziale, definito al momento della chiusura della discarica di Rio Riazzone, che prevedeva la copertura residua della discarica utilizzando terriccio, ghiaia, o comunque materiali naturali non derivanti dalla combustione di termovalorizzatori.

Giuseppe Pagliani, Fabio Filippini, Alessandro Nironi

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«La Provincia deve impegnarsi per la copertura residua della discarica di Rio Riazzone usando solo materiali naturali». Lo chiede Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Provincia, che interviene sulla discarica di Rio Riazzone, fra Scandiano e Castellarano, gestita da Iren e chiusa dal 2008.

Il nodo è quello della copertura definitiva degli strati di rifiuti accumulati, e di cosa usare per l’operazione. Diversi abitanti della zona hanno paventato ipotesi molto sgradite, come l’uso degli scarti degli inceneritori.

Il 24 febbraio scorso Iren ha «rinunciato alla copertura di aree della discarica con scarti provenienti da inceneritori», dice Pagliani, che chiede alla Provincia di impegnarsi «a sostenere e pretendere, per quanto di competenza, la copertura residua della discarica utilizzando terriccio, ghiaia, o comunque materiali naturali non derivanti dalla combustione di termovalorizzatori».

(Gazzetta di Reggio)

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SCANDIANO: “NESSUN COMPROMESSO PER LA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI RIO RIAZZONE”

“Nutriamo totale sfiducia per il balletto di numeri che riguardano la quantità volumetrica di materiale che andrà a ricoprire parzialmente la discarica di Rio Riazzone.

Si parla di circa 70000 mc, dato emerso nell’ultimo incontro svoltosi tra Iren, il sindaco di Scandiano ed il presidente del comitato di San Ruffino Stefano Cigarini. Per troppi anni la discarica ha rappresentato un sacrificio ambientale e viabilistico per il nostro territorio comunale. L’ipotesi di utilizzare scarti provenienti dagli inceneritori di Parma e Piacenza, per ricoprire aree della discarica, ci preoccupa infinitamente.

Vi sono paesi europei che da anni hanno avviato esami specifici considerando gli scarti da inceneritore materiale a rischio per la produzione di eluati e la conseguente di diossina. Non fidandoci degli impegni presi in passato dalla provincia di Reggio Emilia e dai comuni di Scandiano e Castellarano, oltre alla non chiarezza relativa ai differenti dati che vengono anche rappresentati e proposti da Iren: ribadiamo dunque la più totale convinzione nel cassare qualsiasi ipotesi di utilizzo di scarti provenienti dalla combustione degli inceneritori.

Se l’intenzione mal celata è quella di smaltire scarti da inceneritore, non pensino di utilizzare un sito chiuso definitivamente, per ammissione delle amministrazioni locali a questa ipotesi.

Non c’è assolutamente alcun termine di mediazione, gli inerti sono una cosa, e già vedevamo di malgrado il balletto poco credibile relativo ai diversi quantitativi previsti per la copertura della discarica. Gli scarti e le combustioni incenerite non riteniamo neppure di doverli prendere in considerazione.

Questa battaglia ambientale prosegue l’impegno preso e non mantenuto dalle amministrazioni locali e provinciale di non aprire più la discarica di Rio Riazzone a nessun materiale ritenuto a torto od a ragione inquinante; l’unica ipotesi plausibile è quella relativa alla copertura originaria prevista da effettuarsi con ghiaia ed argille e solo in alternativa con materiali inerti edili”.

(reggioreport.it)

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