-> Mammi tagli la corda prima di tagliare in due Scandiano

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apr 7, 2014 1 Commento ›› GP

Mio intervento da candidato capolista (a quattro mani con Glennis Frigato, candidato sindaco di Scandiano per la coalizione di centrodestra)…

Non abbiamo mai dubitato della scarsa lungimiranza di chi, da troppo tempo, comanda a Scandiano, ma sostenere la chiusura del passaggio a livello e la conseguente divisione in due di Scandiano merita l’oscar della sfrontatezza. Il fatto che non sia una novità, come puerilmente sostenuto dal sindaco, non significa che non sia una follia.

Noi dell’opposizione l’abbiamo detto in tutte le maniere che promuovere o condividere iniziative fatalmente destinate a dividere in due Scandiano era un’idea balzana e oltremodo datata ma, come sempre, non siamo stati ascoltati. Tra le tante scelte prive di logica delle amministrazioni rosse questa è senza dubbio la peggiore.

Anziché semplificare la vita e favorire la possibilità di movimento dei cittadini si prospettano loro lunghi giri viziosi per passare da una parte all’altra del paese. Chissà se prossimamente Mammi e soci non ci propineranno anche la costruzione di un bel muro – l’esperienza storico-politica non manca certo loro – che separi Scandiano Ovest da Scandiano Est.

C’è una sola possibilità per fermare una decisione insensata che peserà gravemente sul futuro del nostro Comune, creando un danno grave e irreparabile, le cui conseguenze saranno pagate da tutti: poiché nel segreto dell’urna Dio ti vede ma Mammi no, occorre avere il coraggio di mandarlo a casa. Meglio che Mammi tagli la corda, prima di tagliare in due Scandiano.

Commenti

  1. Maurizio Vidoli scrive:

    Riesce davvero difficile comprendere come tutto ciò che è catalogabile come buon senso sia cosi difficile, a volte impossibile da conseguire.
    Nel dna di ogni amministrazione dovrebbero abbondare, concetti semplici ed efficaci.
    Concretezza, semplicità, competenza, avendo quale core business l’eccellenza del territorio e la qualità della vita dei cittadini.
    Ancora una volta assistiamo ad una decisione inspiegabile in quanto pur con tutta la buona volontà è impossibile capirne i vantaggi, di contro sono ben chiari i disagi.
    Il fatto che il provvedimento non sia una novità aggrava ulteriormente la decisione, significa che nonostante il tempo avuto a disposizione non si è trovata, o non si è voluta trovare una soluzione congrua ai bisogni. Pare un episodio non determinante per esprimere un giudizio sul modo di amministrare, ma riflettendoci un attimo emerge chiaramente il grigiore e/o l’arroganza di una gestione.

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